domenica 24 marzo 2013

Sunny e Storia di un viaggio a Parigi

Finalmente un attimo tutto mio per aggiornate il blog!
Scusate se non scrivo così spesso ma il tempo è sempre quello che è.
Mi sarebbe piaciuto parlarvi delle mie ultime letture in modo piu' approfondito, magari un post per ogni titolo ma ho preferito concentrare gli ultimi due numeri primi letti in questo!

Iniziamo subito da un titolo attesissimo: il primo di Sunny di Taiyo Matsumoto, edito dalla J-pop a 9 euro e 90 con sovracopertina.
Il prezzo è proporzionato all'edizione (piu' grande rispetto alla standard), la qualità della carta e soprattutto dalle numerose pagine a colori.

Chi è Sunny? O meglio cosa. é una vecchia Nissan Sunny 1200 fuori uso, lasciata nel giardino di un orfanotrofio ma non per questo "abbandonata".
Sarà "la base" dei bambini, il luogo di giochi in cui dare libero sfogo alla fantasia...C'è chi si diverte a fare il taxista, chi il gangster, chi vuole scappare o semplicemente farsi un giretto per la città.

La trama potrebbe sembrare "triste", ma non lo è affatto. 
La quotidianità dei ragazzini e di coloro che se ne prendono cura è raccontata con semplicità, a tratti il tono diventa divertente, a volte piu' introspettivo.

Piu' che di un orfanotrofio mi è sembrata una grande famiglia: ci sono le ragazze piu' grandi che preparano il bento per i piu' piccoli da portare a scuola, chi insegna ad andare in bicletta, il ragazzo piu' grande che racconta le sue esperienze, le bambine che giocano con le bambole e sognano di sposarsi, il bimbo piccolo a cui cola sempre il naso ed è sempre alla ricerca di un quadrifoglio, il ragazzino dai capelli bianchi venuto da Tokyo e soprannominato White (quello in copertina per intenderci) che nonostante faccia il "distaccato" non si dimentica mai di odorare la crema per mani della mamma (che se va bene vede una volta all'anno). 

Lo stile grafico poi è stupendo per quanto mi riguarda: naif, un po' grezzo, vintage con riprese cinematografiche soprattutto negli interni (macchina, casa) e illustrazioni che ogni tanto diventano piu' sospese, oniriche, come quando i personaggi si lasciano andare ai propri flussi di coscienza.

Un gioeillino, consigliatissimo a tutti gli amanti dello slice of life, dell'illustrazione e delle storie narrate bene.
A quanto ho capito per il momento sono usciti i primi tre volumi in madrepatria e la serie è tutt'ora in corso.

Devo linkarvi un po' di immagini a colori per darvene un'idea e perchè meritano:






Altro manga letto, sempre della stessa casa editice è "Storia di un viaggio a Parigi" (Ikoku Meiro no Kurowaze) di Hinata Takeda, edizione standard con sovracopertina a 5 euro e 90.
Semplicemente delizioso!

Più riguardo a Storia di un viaggio a Parigi vol. 1

Parigi, verso fine ottocento: la Francia si sta aprendo al commercio con l'Oriente e non puo' non rimanere affascinata dalla cultura e dai numerosi oggetti importati.

Oscar, il proprietario di una bottega di insegne - negozio di antiquariato e antichità "Enseignes du Roy", è appena tornato da un viaggio in Giappone e stavolta, oltre ai mille utensili, ha portato anche una giapponesina di nome Yune, a quanto pare rimasta orfana.
Il nipote di Oscar, Claude, lavora con il nonno come artigiano e non prende molto bene l'arrivo della ragazzina, inizialmente. Soprattutto a causa delle profonde divergenze culturali e dalle incompresioni dovute alla lingua.
Anche per Yune adattarsi ad un nuovo stile di vita, imparare il francese, non sentirsi spaesata nè d'intralcio alla nuova famiglia non sarà semplicissimo ma i due pian piano riusciranno ad aprirsi, accettare il ruolo dell'altro e ad avere fiducia.
A metà volume comparirà anche un terzo personaggio: una figlia di papà con la passione per il collezionismo di oggetti giapponesi: Alice.
Logicamente sarà fonte di qualche imprevisto, soprattutto dopo aver conosciuto Yune, che "vorrà con sè a tutti i costi".
Nonostante Alice si riveli subito una ragazzina viziata e capricciosa non è cattiva e anche se ricorre a qualche "ricatto morale", verso fine volume si da una calmata e secondo me riuscirà a fare amicizia con i protagonisti.

Lo stile grafico è pulito e molto kawaii (Yune poi è tutta occhioni, imbranata e tenerissima) e sia gli sfondi (architettura stile liberty) sia gli abiti ( i kimono di lei sono stupendi), accessori e insegne varie sono veramente ben dettagliate, ricercate e frutto di un grande studio della quotidianità dell'epoca, francese e giapponese.

Un volume davvero bellino, trama non banale e una gioia per gli occhi.
Consigliato agli appassionati di slice of life di ambientazione storica!




domenica 17 marzo 2013

Premio Liebster Award

 


Non posso crederci! Spiccycullen mi ha assegnato il premio "Liebster Award" ideato in Germania per i blog meritevoli con meno di 200 iscritti! Grazie davvero!

Questo è un premio "tipo catena" e per farlo "girare" bisogna osservare alcune regole:

- chi riceve il premio deve "ringraziare" chi gliel'ha assegnato citandolo nel post
- rispondere alle undici domande poste dal blog che ti ha premiato
- scrivere undici cose su di te
- premiare undici blog che hanno meno di 200 followers
- formulare altre undici domande, a cui le altre blogger dovranno rispondere
- informare i blog del premio

Le mie risposte alle domande di Spiccycullen:

1. Ebook o libro cartaceo?

Ho da poco scoperto gli e-book e devo dire che li consiglio a caldamente a chi legge tanto come me, si risparmia un bel po' (di euro e spazio in casa) e soprattutto sono decisamente piu' comodi da portare dietro in borsa!
Comunque la passione per il cartaceo rimane. Sempre.
Con gli e-book si ha piu' possibilità di conoscere titoli, il libro in sè lo prendo solo se indispensabile.

2. Il tuo libro preferito e perchè.

Sono una persona che non ha un libro preferito in assoluto, perchè seguo il momento, lo stato in cui mi sento ecc.  Ultimamente dico "Diario proibito di una geisha".

3. Miglior trasposizione cinematografica.
Recentemente ho adorato il Decameron di Pier Paolo Pasolini.
Bello anche Bonjour Tristesse, tratto dal libro della Sagan

4. Cosa provi mentre leggi un libro?
Stacco da tutto e da tutti. Un momento tutto mio, indispensabile. Anche pochi minuti al giorno ma deve esserci.

5. I tuoi generi preferiti?
Racconti, biografie, qualcosa di introspettivo ma a volte ho bisogno anche di ironia.
E soprattutto scritta bene.

6. Leggi solo libri o anche fumetti/manga?
Libri, fumetti e manga. Senza distinzioni.
Mi piacerebbe avere piu' tempo per leggere tutto, cerco di stare in pari con le mie varie "wishlist" ma ultimamente è dura. Spero di rifarmi durante le ferie.

7.Cosa pensi di tutti questi riadattamenti in stile moderno delle favole?
I riadattamenti ci sono sempre. Vanno bene purchè rielaborati nel proprio stile e non copiati!

8. Il tuo autore preferito.
Salinger, Calvino, Yoshimoto.

9. La tua citazione preferita?
La verità è in tutto, anche nell'errore.
Dal film "Vivre sa vie" di Godard.

10. Un libro che racconta della tua vita?
Non l'ho ancora trovato. Magari tra qualche anno quando avrò trovato il giusto equilibrio potrei provare a scrivere qualcosa. Mi piacerebbe.

11. In quale luogo (che hai letto) vorresti vivere e perchè?
In una casa mia, serena. Da atmosfere alla Yoshimoto per intenderci.


11 cose su di me:

1-Sto studiando Giapponese da un mese circa con una madrelingua. E devo dire che mi sta dando molte soddisfazioni.
2- Capodanno potrei trascorrerlo in Giappone. Da vedere come si evolvono un po' di cose.
3- Sono intollerante al lattosio
4- Haruko è la gatta di casa e riesce a darmi tanto amore.
5- In questi giorni sto riprendendo a guidare per lavoro (dopo 5 anni). Ho la patente ma non ho mai guidato non avendo avuto la possibilità purtroppo. Adesso mi è fondamentale.
6- Leggo manga da quando avevo 12 anni.
7- Ho studiato e parlo 4 lingue oltre l'italiano, spero 5 con il giapponese.
8- Ho sempre fatto sport, non posso rinunciarci mi serve per scaricarmi.
9- Ho conosciuto il mio fidanzato ad un concerto cover band dei Beatles.
10- Ho insegnato illustrazione ai bambini.
11- Il mio colore preferito al momento è il blu petrolio.


Assegno questo premio a:

A Clacca piace leggere
A casa di Kira
Spiccycullen
Dita d'inchiostro
La biblioteca dell'estremo oriente
Sulla carta
Una Stanza piena di manga
Say Adieu to Yue
Prevalentemente Anime e Manga
Strawberry Koi
We Love to illustrate

Le mie 11 domande a cui rispondere:

1-La tua piu' grande paura
2- Come ti senti in questo periodo?
3- Nel tuo tempo libero cosa ti piace fare?
4-Colore preferito?
5- Un posto che vorresti visitare presto.
6- Ti piace leggere con la musica in sottofondo?
7- Album musicale preferito
8- La tua idea di felicità
9- Hai animali domestici?
10- Acquisti online?
11- Un film che consigli assolutamente.


E con questo è tutto, grazie mille ancora Spiccycullen e buon divertimento ai nominati!




Un tranquillo weekend di shopping ; )

E anche questo weekend è già finito....
Stasera vi aggiorno con le mie ultime spese, alcune fatte ieri in quel di Livorno.

Partiamo da un regalo (molto apprezzato!) da perte di nonna:
Clarks desert boot

ieri passando dalla Kiko di Livorno:
 
Rossetti linea Smart n.912 e n.917

 
smalto Kiko n.338

Da Camaieu invece alcuni accessori:


 

Magliette da Zara
immancabili righe e pois!


Pranzo dal Giapponese
alcune delle prelibatezze che ci siamo gustati:



E con questo è tutto!
Vi auguro un buon inizio settimana ; )






mercoledì 6 marzo 2013

Kitchen di Banana Yoshimoto.

Rileggersi i libri dopo qualche anno fa sempre un effetto particolare.
Trovo serenità nel conoscere già la trama e allo stesso tempo sorpresa per emozionarmi in sfumature diverse, nuove.
Più riguardo a Kitchen
SPOILERS!!!

 Vi linko l'incipit del primo romanzo breve-racconto lungo che da il titolo al libro della Yoshimoto, ovvero "Kitchen":

Non c'è posto al mondo che io ami più della cucina.
Non importa dove si trova, com'è fatta: purché sia una cucina, un posto dove si fa da mangiare, io sto bene. Se possibile le preferisco funzionali e vissute. Magari con tantissimi strofinacci asciutti e puliti e le piastrelle bianche che scintillano.
Anche le cucine incredibilmente sporche mi piacciono da morire.
Mi piacciono col pavimento disseminato di pezzettini di verdura, così sporche che la suola delle pantofole diventa subito nera, e grandi, di una grandezza esagerata. Con un frigo enorme pieno di provviste che basterebbero tranquillamente per un intero inverno, un frigo imponente, al cui grande sportello metallico potermi appoggiare. E se per caso alzo gli occhi dal fornello schizzato di grasso o dai coltelli un po' arrugginiti, fuori le stelle che splendono tristi.
Siamo rimaste solo io e la cucina. Mi sembra un po' meglio che pensare che sono rimasta proprio sola.


Mikage è una ragazza rimasta orfana per la seconda volta: i genitori li ha persi da piccola, adesso l'ha lasciata anche la nonna, che l'ha cresciuta come una madre.
Disorientata, immobile, non sa cosa e come fare per iniziare una nuova vita, un'altra volta.
Non ha le forze nè la voglia di pensare di cercare casa, traslocare.
Ed ecco che un giorno, le suona alla porta Yuichi, un ragazzo di un anno piu' piccolo di lei, che lavora presso un fioraio dove ha avuto modo di conoscere la nonna di Mikage, amante dei bouquet da mettere nel vaso.
Yuichi, che ha pianto disperatamente al funerale, quasi fosse un parente stretto, adesso si mostra calmo, gentile e premuroso, tant'è che invita la ragazza a casa sua per cena.
Una volta a casa di lui, il ragazzo le chiede da che stanza lei giudichi le persone, il loro modo di essere e stile di vita.
Lei gli risponde la cucina.
E sarà proprio questa nuova stanza che darà a Mikage la forza di andare avanti, di iniziare a costruire qualcosa, partendo dal preparare la colazione per poi appassionarsi sempre nella preparazione dei piatti, fino a farne la sua professione.  (Diventarà assistente di una famosa cuoca)
Ovviamente lei si trasferirà da lui anche grazie all'appoggio della madre-padre di lui: Eriko.
Eriko è una donna molto affascinante, lavora in un locale notturno, appassionata di shopping di elettrodomestici e che ha cambiato sesso dopo la morte della moglie nonchè madre di suo figlio Yuichi.
Perchè così le "sarebbe stato meno faticoso crescere un figlio".
Vivono tutti e tre felicemente per circa sei mesi, in questa casa piena di piante.
Mikage poi si cercherà un lavoro e un'altra casa, naturalmente, con serenità e forte della sua nuova consapevolezza, conservando per sempre la gioia e l'affetto della sua nuova-momentanea famiglia.


Dopo un po' di tempo che non sentiva Yuichi, Mikage verrà svegliata di notte dal telefono che squilla.
E' lui e le dirà che Eriko è morta da qualche tempo, accoltellata da uno stalker del locale dove lavorava.
E che non ce la faceva a dirglielo prima.
L'equilibrio precario di Mikage vacillerà, così come le certezze di Yuichi, rimasto anche lui solo.
I due si ritroveranno, tra sogno e realtà, tra cucine notturne e alberghi durante viaggi di lavoro.
Capiranno che la loro solitudine è la stessa, che forse potranno ricordare senza tristezza ed iniziare ad essere felici insieme.

Nell'ultima pagina si sentiranno per telefono, lei rientra da uno lavoro fuori città e lui le promette che domani andrà a prenderla alla stazione.
Chissà se si sono trovati, finalmente!



Il secondo racconto lungo del libro è: "Moonlight Shadow".
Decisamente piu' malinconico, onirico e sospeso rispetto al primo.
Personalmente è stato quello che mi è piaciuto di più.

La nostra protagonista si chiama Satsuki, e dopo quattro anni con il suo ragazzo Hitoshi, rimane sola.
Il ragazzo è morto in un incidente, insieme alla fidanzata di suo fratello minore, Hiiragi.
Satsuki è sconvolta dal dolore e per iniziare ad elaborare lo shock, inizia a correre la mattina all'alba nel parco vicino casa.
Una mattina una ragazza le si avvicinerà e le farà cadere la borraccia nel fiume sotto al ponte.
La ragazza, Urara, si scusa ed inviterà Satsuki il giorno dopo in un grande magazzino, per ricomprarle la borraccia.
Urara ha uno sguardo inquieto e sereno allo stesso tempo, che darà da pensare a Satsuki, soprattutto dopo aver capito che la "nuova amica" ha delle doti diverse dalla gente comune (come alzare la cornetta del telefono, digitare tasti in modo random e indovinare il numero esatto della persona con cui vuole parlare!).
Satsuki poco alla volta non sarà piu' in balia della solitudine: si vedrà e parlerà sia con Urara, sia con Hiiragi, il fratello del suo ex. Questi due personaggi sono coloro che le daranno la forza di cambiare, di vedere le cose sotto un'altra ottica, di iniziare a vivere.
Satsuki si sentirà particolarmente vicina al  ragazzo: lui in una volta sola ha perso sia il fratello che la ragazza. Anche se non nasconderà la "sopresa" di vederlo la prima volta dopo l'incidente, con indosso l'uniforme alla marinara della sua ragazza!

Il vero cambiamento di Satsuki sarà una mattina, in cui aprirà gli occhi.
Urara la invita prima dell'alba, sul ponte del parco, dove si sono incontrate la prima volta, per assistere ad un evento raro e "soprannaturale" che si manifesta una volta ogni cento anni: il fenomeno Tanabata, secondo cui è possibile vedere l'immagine di una cara persona defunta, nel fiume solamente se c'è una sorta di corrispondenza dolore-pensieri tra chi è morto e chi rimane.
Improvvisamente, dall'altra parte del fiume, Satsuki vede Hitoshi, sembra tutto sospeso tra sogno e realtà e lei vorrebbe andarlo ad abbracciare ma lui la guarda con preoccupazione.
Lentamente, la figura di lui scompare, a poco a poco con il sorgere dell'alba.
Continuerà a salutare la sua amata con la mano fino all'ultimo.
Satsuki è con Urara (che ha assistito alla scena) e ha capito che potrà convivere con il dolore e accettare lo scorrere del suo tempo, come il fiume sotto ai suoi piedi.
Il ponte è il suo cambiamento: il passaggio dal passato al futuro, dalla morte alla vita, dalla disperazione alla consapevolezza.


Ho letto molti libri di Banana Yoshimoto, con i suoi alti e bassi, ma devo dire che rimango sempre affascinata dalle atmosfere, dalla serenità con cui affronta temi difficili come la morte, i cambiamenti nella vita che emergono lentamente nei flashback, la psicologia dei personaggi e soprattutto dal suo inconfondibile stile di scrittura scorrevole e naif.


Sono consapevole che è un'autrice che la sia ama o la si odia. Ditemi la vostra se anche voi avete letto questo libro!                   





venerdì 22 febbraio 2013

Dororo di Osamu Tezuka

Ho preso e letto il primissimo numero (di 4) di Dodoro del grandissimo sensei Osamu Tezuka.
Pubblicato dalla Goen a 6 euro e 95.

SPOILERS:

 Trama in breve:

Fin dall'inizio si entra nel bel mezzo di una storia piuttosto cruda:
un padre decide di sacrificare il figlio che sta per nascere, a quarantotto demoni, offrendo ad ognuno di loro, una parte del corpo del nascituro, in cambio di potere!
Il bambino nasce, privo di occhi, naso e arti incapace di vedere e udire.
Il padre lo strappa alla madre per metterlo in un cestino e abbandonarlo alla corrente del fiume.
Il caso vorrà che sarà un chirurgo di nome Jukai a trovare il piccolo, lo prenderà con sè, crescerà, darà amore e il nome Hyakkimaru (che significa "Bambino dei 100 demoni").
Un giorno Jukai sentirà la voce del bambino nella sua testa e capirà che le varie menomazioni fisiche, gli hanno potuto sviluppare una sorta di sesto senso, di telepatia.
 L'uomo lavorerà giorno e notte alla costruzione di arti e parti del corpo da donare a Hyakkimaru
(mi ha ricordato molto Geppetto e Pinocchio). 


Dopo l'operazione, inizierà un periodo di rinascita per Hyakkimaru, in cui imparerà a camminare, a parlare ma anche ad attirare intorno a sè demoni e spiriti vari attirati dai suoi poteri.
Hyakkimaru è ormai un ragazzo e deciderà su consiglio di Jukai, di lasciare casa ed iniziare a camminare sulla propria strada.
Incontrerà molti personaggi che gli insegneranno qualcosa, come un monaco cieco che lo incoraggerà a non disperarsi perchè non vedente come lui , ma a migliorarsi e saper usare altre qualità.

Vi domandere...e Dororo chi è?
Ecco che entra in scena:  Hyakkimaru lo salverà da un gruppo di ragazzi che lo vogliono uccidere perchè è un ladro.
Dororo piu' che ringraziarlo, sarà attratto dalle "spade che ha nelle braccia" del ragazzo e volendole a tutti i costi, inizierà ad "inseguirlo" ovunque, chiamandolo "fratellone".

Ma gli spiriti sono sempre in agguato: il mostro Kanekozo gli rivelerà dove trovare denaro nascosto per aiutare un villaggio povero, continuamente attaccato da vari demoni, tra cui il "demone-donna" Bandai...
I nostri cercheranno di eliminarla, ma non saranno ben accolti dagli abitanti del villaggio....
Ogni volta che Hyakkimaru farà fuori uno dei famosi 48 spiriti, riavrà indietro una parte del corpo che il padre aveva dato loro "in pegno".

 


Considerazioni:

La storia mi ha subito catturata, nonostante i disegni "molto pupazzettosi" e naif, la trama è molto dura e cruda.
L'abbandono di  Hyakkimaru da bambino, la sua adolescenza, che non ho raccontato, in cui aiuta dei bambini-ustionati e conosce l'amore che però gli verrà strappato via, la sua solitudine....
Veramente, molte scene sono commoventi.
Ma il ritmo narrativo non risulta lento, anzi, è tutto molto dinamico, anche per merito delle scene di combattimento contro i demoni.
Le tavole hanno un taglio cinematografico e a volte basta solo una piccola sequenza di immagini prive di vignette per riuscire a condividere i sentimenti dei protagonisti.



Un numero che ho adorato (nonchè divorato!).
Una serie che continuerò e che consiglio caldamente agli amanti delle belle storie, ricche di mitologia giapponese e disegni "vintage".
Un'ottima occasione per recuperare, a buon prezzo, un'opera di Tezuka.

Aspetto le vostre opinioni, a presto!

giovedì 14 febbraio 2013

Il giorno prima dell'estate di Motoi Yoshida

Preso e letto il primissimo numero de
"Il giorno prima dell'estate" (titolo originale: Natsu no zenjitsu) dell'autrice Motoi Yoshida (qui il suo blog ricco di schizzi e acquarelli!) edito dalla planet manga al prezzo di 6,50 euro, in un'edizione da fumetteria con sovracopertina e una pagina a colori fronte retro a metà volume.

Avevo letto un post-recensione molto interessante sul blog di Say Adieu to Yue  
che mi aveva incuriosita non poco sia per la trama che per le atmosfere... E devo dire che una volta letto non ne sono rimasta delusa.

Occhio agli Spoilers!!!


Brevemente di cosa parla questo slice of life:
abbiamo il protagonista Tetsuo Aoki, uno studente al quarto anno di Belle Arti alla ricerca dell'ispirazione e del giusto modo di esprimere le proprie emozioni su tela e la giovane donna Akira Aizawa, una gallerista raffinata e affascinante vestita sempre in yukata o kimono (ogni capitolo rappresenta una stagione, questa suddivisione ricorda molto gli Haiku).

Sinceramente fin dall'inizio pensavo fosse ambientato nel secondo dopoguerra: sarà per le atmosfere molto sospese, eteree e gli abiti dei personaggi che ne fanno una "storia senza tempo"...
Ma poi andando avanti mi son accorta che la trama si sviluppa ai giorni nostri (l'ho captato da elementi-d'arredo o accessori tecnologici ecc).



 Akira avrà un colpo di fulmine appena incontrerà Tetsuo, ma in un primo momento rimane riservata, lo segue in silenzio e lo osserverà alle spalle mentre dipinge una tela En Plein Air lungo il fiume in estate.
Molte tavole ricordano i dipinti di Monet (lei con l'ombrellino, le nuvole, l'erba, il vento) ed in generale si respira una certa aria Impressionista (ad un certo punto lei lo inviterà a vedere una mostra sui pittori francesi di questa corrente).

Tetsuo uscirà con Akira ma si sentirà impacciato, non vorrà "avvicinarsi" ma al tempo stesso provarà una certa attrazione per la giovane.
Un pomeriggio di pioggia e di gaffes con l'ombrello, la timida Akira deciderà di prendere in mano la situazione, baciandolo improvvisamente e poi "invitandolo" da lei per asciugarsi!
Inevitabilmente tra i due scoppia un'incontrollabile passione (anche se Tatsuo farà di tutto per "trattenersi"!).
Seguiranno tavole piuttosto esplicite ma non volgari che mi hanno trasmesso il loro coinvolgimento, il loro abbraccio, il loro "Carpe Diem".

Certo, questa lettura preferisco consigliarla ad un pubblico adulto, proprio per le tematiche trattate e per le scene di sesso.
Il tratto del disegno è molto leggero e delicato, ho apprezzato molto l'uso del tratteggio da parte dell'autrice al posto dei retini, e come vi ho già detto in tutto il volume regna un'atmosfera impressionista, malinconica e senza tempo.
Se amate le storie slice of life, con un che di romantico-decadente e in cui si parla di arte



Chissà se ne prossimo volume i due si avvicineranno maggiormente: hanno iniziato la loro "storia" dal punto di vista sessuale ma per andare avanti e costruire qualcosa insieme c'è bisogno di altro.
Direi che la conoscenza del carattere, gusti ecc dell'altro è fondamentale.
Incrocio anche le dita per Tatsuo, spero nei prossimi volumi ci sia una sua crescita sia sul piano interiore che artistico!



domenica 10 febbraio 2013

Mineko Iwasaki: Storia proibita di una Geisha.


     
Più riguardo a Storia proibita di una geisha
Ieri ho finito di "divorare" un libro stupendo che mi ha appassionata e commossa non poco!
Sto parlando della biografia di una delle piu' grandi Geishe del Novecento: Mineko Iwasaki.
Incuriosita da consigli vari alla lettura, mi son prima letta l'assaggio e-book, per poi acquistarmi l'intero libro su Kindle.

 Lo scrittore Arthur Golden la intervistò per prendere "spunti" per il suo libro "Memorie di una Geisha".
Le informazioni date dalla geisha vennero però "ritoccate" dallo scrittore e così la Iwasaki rimase offesa dal ritratto di "prostituta d'alto bordo" che ne venne descritto e dopo accuse e via vai per i tribunali, lei stessa decise di scrivere la sua "vera versione dei fatti", la sua vita.

Grazie alla collaborazione con Rande Gail Brown viene pubblicato nel 2003 "Geisha of Gion" in Inghilterra,
poi in America con il titolo "Geisha, a life" mentre da noi "Storia proibita di una Geisha. Una storia vera" dalla Newton & Compton.
(L'aggettivo "proibita" nel titolo può essere fuorviante, secondo me.)




Infanzia, adolescenza ed età adulta della protagonista ci vengono narrate in prima persona, con tanto di epifanie e flussi di coscienza che ci fanno assaporare e conoscere le atmosfere, gli incontri ed eventi che hanno segnato maggiormente la nostra Geisha, facendola maturare psicologicamente e crescere sempre piu' come Artista.
La lettura è estremamente fluida, armoniosa, poetica ed arricchita da alcune descrizioni del periodo storico (dal '49 anno di nascita della protagonista ai giorni nostri in cui vive a Kyoto con la sua famiglia), 
dell'arredamento, del lento mutare delle stagioni e soprattutto degli splendidi abiti , ricami, accessori e acconciature che indossavano lei e le altre ragazze e maestre.
Sembrava di vedere delle stampe giapponesi, tanto erano dettagliate, eteree ed eleganti.



Mi ha colpito profondamente la sua infanzia trascorsa nella felicità assuta con i genitori e fratelli ed il successivo distacco (graduale e mai forzato, anzi gli adulti hanno avuto un gran rispetto a tenere il considerazione ogni volontà di Mineko bambina) dalla casa paterna per andare a studiare nell'Okiya (la scuola di Geishe) gestita da Madame Oima (zietta) la quale rimarrà subito colpita da Mineko e farà con molta pazienza cercherà di farle capire il suo sogno di farne una grande Geisha, nonchè sua erede.

Nonostante Mineko ci racconti tutti i suoi enormi sacrifici per migliore come artista a 360°, (non solamente come danzatrice) la severa disciplina che insegnano in queste scuole fin da piccolissime, le giornate stracolme di lezioni, impegni, pulizie e tanto altro sembra che non le sia pesato affatto, anzi che abbia sempre stretto i denti e sia andata avanti per realizzare il suo sogno.


Non mancheranno i momenti di tensione, soprattutto a causa di persone invidiose del suo fascino, dedizione e soprattutto posizione all'interno dell'Okiya!
Alcuni passaggi sono carichi di sentimento e non è possibile rimanerne indifferenti.
Mi sono emozionata nel "vederla" crescere e raggiungere via via tappe sempre piu' importanti per la sua formazione: da Maiko a Geiko e infine Atotori (erede).

Ma anche lo scoprire, conoscere ed apprezzare il sacrificio, il rispetto per sè stessi e gli altri, la dedizione, l'amore per l'arte, nonchè tutte le persone che l'hanno sostenuta, amata, aiutata ad affinarsi e a farsi una propria opinione su tutto e la voglia di indipendenza.
Divertenti i passaggi in cui racconta le varie serate trascorse ad intrattenere personaggi importanti e stranieri tra cui la Regina Elisabetta, il principe Carlo, Gucci, Eisenhower...

Si ritirerà dalle scene a 29 anni, al culmine della sua carriera artistica, per provocazione, per vedere finalmente il suo quartiere di Gion a Tokyo ammodernarsi per dire basta all'eccessivo obsoleto e claustrofobico mondo che ruota intorno alle Geishe: sperava quindi che il suo gesto fosse un incipit per un qualche cambiamento. 
Ma non fu quello che immaginava: dopo il suo ritiro, una settantina di Geishe ne seguirono l'esempio.

Prima di leggere questa biografia, non conoscevo la Geisha Mineko: è stato affascinante e molto istruttivo leggere i suoi pensieri, le descrizioni e spiegazioni, la sua vita...
E ne sono rimasta veramente colpita: non soltanto dalla sua figura di Artista ma anche dal proprio Io: dalla persona forte, orgogliosa e testarda che era dentro ma che cercava di nascondere agli altri, dalle proprie debolezze e paure, il coraggio, la voglia di cambiare e aprirsi al mondo fuori, infine dalll'ironia e leggerezza che l' hanno aiutata a raccontarsi.


Mi sento di consigliare caldamente questo libro a tutti gli amanti del Giappone e dell'Arte.
Fatemi sapere le vostre opinioni!

lunedì 4 febbraio 2013

Libro: il Regno Animale di Francesco Bianconi

More about Il regno animale

Sarà per l'ultimo album dei Baustelle, uscito da poco ( che ascolto in questi giorni aspettando la data a Firenze) e per "l'assaggio" dell'e-book che mi hanno incuriosita a leggere il libro scritto dal Bianconi e uscito nel 2011.

Occhio agli Spoilers!

"Il regno animale" trasmette una precisa visione delle cose e della società.
Piuttosto grottesca, cruda, cinica, spietata, vera.
Quello che dobbiamo fare per sopravviverci è il sapersi adattare e non farsi mangiare!

Piu' che un romanzo mi è sembrato una serie di racconti-frammenti di vita (e tanto altro!), collegati dal filo conduttore Alberto (il nostro protagonista e probabilmente molto vicino all'Io Bianconiano):
un ragazzo della provincia Toscana che terminata l'università di Lettere di Siena, decide (pieno di sogni e speranze) di andare a vivere a Milano  per lasciarsi alle spalle la ex, il paese e la sua mentalità, trovarsi un lavoro e conoscere persone brillanti, di mondo e alla moda e affermarsi come scrittore.

Ma le cose non andranno proprio così...
Farà incontri, vivrà esperienze, si ricorderà delle proprie origini, si dispererà, si annoierà, si innamorerà...Insomma imparerà a vivere o meglio apprenderà l'arte del "sopravvivere" fuori dal suo mondo.

Scritto in modo scorrevole e accattivante e con atmosfere che spaziano dal bucolico al post-moderno, dal grottesco-decadente al cinico-pessimista.
Lettura veloce di due giorni, ho apprezzato particolarmente le immagini che raccontavano l'infanzia e adolescenza di Alberto nel paese, il rapporto con il padre, gli amici, i primi amori.

Altri capitoli, invece, secondo me spaziavano troppo, mi hanno dato l'idea di voler mettere tanti generi diversi tutti insieme quasi per forza e non perchè erano armoniosi con la trama principale, come per esempio quelli sul politico che organizza festini con minorenni, quello sul gruppetto di spacciatori per arrivare all'ultimo stile "dolce vita" al Festival del Cinema di Venezia con tanto di vip, registi (e sparatorie!).
Sì ci stanno, perchè ci sono anche questi nella nostra società grottesca ma forse un capitolo o due lo avrei eliminato!

Il Bianconi mi ha sempre trasmesso, dai suoi testi (e sono diversi anni che li ascolto) l'idea di una persona colta, di buon gusto, ironico, cinico (ma anche leggermente narcisista!).
Elementi che ho ritrovato anche ne "Il regno animale".

Precise immagini, visioni crude, istinto animale e cinismo fotografano in modo reale quello che è la società.
Chiari messaggi per non lasciarti schiacciare. E una volta conscio (già prima o a lettura terminata o comunque quando sarà si spera, ognuno ha i suoi tempi!) iniziare la propria sopravvivenza ed essere sè stessi.
Trovare un senso al quotidiano "inventandosi la felicità"